Calze da running: quali scegliere?

Proprio ora che comincio ad avere da parte un bel po’ di informazioni per mettere a confronto le migliori scarpe da running, i miei amici e qualche lettore hanno iniziato a chiedermi notizie sulle calze migliori per la corsa.

In effetti, anche le calza riveste un’importanza fondamentale per il comfort e, di conseguenza, la prestazione del runner, anche se spesso la si trascura.
Io stesso non mi ero soffermato più di tanto su questo accessorio, finché un giorno mia moglie non ha usato un paio di miei vecchi calzini di spugna resi ruvidi dai molti lavaggi, è tornata con le piaghe ai piedi e se l’è presa con me…

Oggi sono molte le aziende che propongono calze specifiche per il running (così come per altri sport), ma sono del parere che, con qualche accortezza, si possano fare corse soddisfacenti anche con calze più comuni.

Ho pensato, allora, di creare una piccola guida alla scelta, per riunire le informazioni più importanti e capire cos’abbiano di speciale le calze apposite.

 

Attenzione: se preferite, potete scaricare la guida in formato audio .mp3: è comodo se non si ha molto tempo per stare al computer (sono più di duemila parole; il file audio dura circa 15 minuti).
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Clicca qui per scaricare la guida alla scelta delle calze da running in formato .mp3

(Non temete: non è la mia voce ;))

Clicca di seguito per leggerla

 

GUIDA ALLA SCELTA DELLE CALZE DA RUNNING

 

Quali caratteristiche devono avere le calze da corsa?

 

Un’ottima capacità di traspirazione è un requisito fondamentale, altrimenti la calza vanifica le caratteristiche di “traspirabilità” della scarpa.
Un altro aspetto importante è la capacità di mantenere la giusta temperatura del piede; in genere, la fuoriuscita dell’umidità è sufficiente a evitare che i piedi si surriscaldino, ma anche le fibre impiegate giocano un ruolo importante.
In questo, le fibre naturali – come il cotone o il bambù – sono eccellenti, ma negli ultimi anni le marche più all’avanguardia hanno iniziato a usare fibre sintetiche capaci di replicare, se non amplificare, gli effetti di quelle naturali.

La calza deve, poi, essere morbida, per non provocare vesciche o escoriazioni, ma non troppo sottile, per poter assorbire l’umidità del piede.
Ultimamente, la tendenza è di produrre calze foderate di spugna (di cotone o sintetica) solo nell’area del sottopiede, in modo che siano complessivamente più leggere, più fresche, ma al contempo capaci di assorbire il sudore.

Indispensabile è l’elasticità, affinché la calza presenti una delicata aderenza.
Se stringe, com’è ovvio, ostacola la circolazione sanguigna. Non solo è fastidiosa da indossare, ma rovina la prestazione perché inficia l’irrorazione sanguigna dei tessuti.
Neppure una calza troppo larga va bene, perché con il movimento della corsa si sposta nella scarpa, causando fastidiose frizioni al piede, che in pochi chilometri si trasformano in dolorose vesciche.
La calza, quindi, deve essere ben aderente al piede e, se lunga, alla gamba, e allo stesso tempo molto elastica, in modo da avvolgere gli arti senza costringerli.

Infine, anche una certa durevolezza non guasta, considerando che più le calze sono specifiche e dotate di tutte le caratteristiche desiderate, più sono costose, ma… attenzione: non parlo solamente di resistenza all’abrasione, ma della capacità di mantenere le caratteristiche di cui sopra inalterate nel tempo.
Anche il più semplice calzettone di spugna svolge egregiamente la sua funzione appena acquistato, ma è molto meno raccomandabile dopo un anno di lavatrici.

 

Materiali

 

Cotone

Il più classico è certamente il cotone, anzi la spugna di cotone.
È certamente morbida e assorbe il sudore, ma dopo molti lavaggi perde elasticità e diventa ruvida.
I calzettoni di spugna sono economici, il che permette di sostituirli spesso, ma dal punto di vista della sostenibilità ambientale e dell’etica (spesso sono prodotti in Asia) raramente sono una buona mossa.
Per alcuni restano la scelta migliore.

A mio parere:

Io li uso da anni e, avendo la pelle poco sensibile, non ho riscontrato grossi inconvenienti, pur sostituendoli molto raramente.

 

Cotone biologico

Meno facili da trovare sul mercato, le calze da running in cotone biologico sono solitamente prodotte da piccole industrie tessili locali altamente specializzate.
A differenza delle comuni calze in spugna, presentano generalmente un filato più morbido ed elastico, che mantiene più a lungo le sue proprietà. Spesso solo la parte inferiore è foderata di spugna, per assorbire il sudore, mentre il dorso del piede è in filato semplice, per favorire la traspirazione.

A mio parere:

Non li ho mai provati personalmente, ma mia moglie ne possiede due paia ed è ancora molto soddisfatta del suo (ormai remoto) acquisto.

 

Fibra di bambù

È una fibra vegetale dalle eccezionali caratteristiche di leggerezza, resistenza e “traspirabilità”. Il bambù è una pianta che cresce spontaneamente  in abbondanza e praticamente quasi senza bisogno di irrigazione, perciò la sua coltivazione è più ecologicamente sostenibile di altre (non conosco il processo di trasformazione della pianta in filato, però).
Con il filato che se ne ottiene si producono capi leggeri, capaci di disperdere rapidamente l’umidità ed evitare gli sbalzi di temperatura. Sembra avere anche naturali proprietà antibatteriche.
Le calze da corsa di fibra di bambù sono generalmente sottili e molto elastiche.

A mio parere:

Anche in questo caso devo rifarmi all’esperienza di mia moglie: ne ha comprato un paio quattro o cinque anni fa e ha smesso di usarle solo dopo averle perse in lavatrice.
Recentemente ne ha comprate altre tre paia, e stima di essere a posto per tutta la vita, salvo altri rapimenti da parte della lavatrice.

 

Fibra sintetica

Le calze cosiddette “tecniche” sono per lo più in fibra sinteticatipicamente in poliammide (di solito nylon) e altre fibre sintetizzate appositamente per la produzione di abbigliamento sportivo dalle varie industrie, che le hanno via via brevettate.
Si tratta di fibre molto resistenti, che possono essere lavorate con tecniche particolari per conferire all’indumento finale caratteristiche di morbidezza e traspirazione equivalenti o superiori a quelle delle fibre naturali.
In genere le calze da corsa in fibra sintetica sono molto performanti, perché sono il frutto di una ricerca mirata a soddisfare le esigenze dei runner, anche e soprattutto in condizioni di uso estreme.
L’impronta ecologica (e sociale) della produzione di questi prodotti non è trascurabile e non sempre è compensata dalla durevolezza.

A mio parere:

Non ho mai provato i modelli delle fasce più alte.
A giudicare dalle due o tre paia ricevute in alcuni pacchi-gara, le prestazioni non mi sono sembrate straordinarie, ma ciò potrebbe dipendere sia dalle mie poco spiccate esigenze, sia dalla qualità non eccelsa dei modelli ricevuti.

 

Calze a compressione graduata: sì o no?

La tendenza delle calze da running “tecniche” più recente è di effettuare sulle gambe una compressione graduata, che, secondo le aziende che le producono, stimolerebbe il naturale ritorno venoso del sangue al cuore, affinché venga prima liberato delle tossine che contiene, a tutto vantaggio dei muscoli e della prestazione.

Personalmente, non ho provato questo tipo di calze e non so dire se offrano un reale vantaggio.
Ho sentito pareri discordanti: chi ha problemi di circolazione sembra non poterne fare a meno, alcuni affermano di recuperare più velocemente, altri di affaticarsi meno, altri ancora riducono tutto a un effetto placebo e dicono di non aver avuto benefici…

Recentemente ho partecipato a una maratona (la mia prima!) e ho visto moltissimi corridori indossarle, in percentuale certamente più che in altre corse.
I motivi, certo, possono essere i più disparati, ma me lo sono spiegato con il fatto che un simile sostegno sia più utile e si apprezzi di più nel caso di sforzi prolungati. Ipotizzo che l’effetto della compressione graduata sia meno evidente in corse brevi e che offra maggiori vantaggi sulle distanze più lunghe.

Esistono, per questo scopo, anche semplici gambali senza piede, da abbinare al proprio calzino preferito: un accessorio furbo, studiato per risparmiare lavaggi e mantenere più a lungo l’elasticità e la capacità di offrire la giusta compressione, immagino.

 

 

5 calze da running a compressione graduata a confronto

 

X-Bionic run energizer

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Realizzata con diverse fibre sintetiche (prevalentemente nylon), è disponibile in taglie che coprono le misure di scarpe dal 35 al 47.

Le speciali fibre e la loro particolare lavorazione mirano a fornire, oltre alla compressione graduata, maggiore capacità di traspirazione, maggiore stabilità ai legamenti crociati (retinacolo inferiore), protezione dell’alluce, protezione del tendine d’Achille, protezione delle punte delle dita dei piedi, del tallone e del dorso e riduzione delle vesciche.

Prezzo: entro i trenta euro

 

Prestige Running

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Realizzata in Coolmax® (fibra sintetica tecnica) ed elastan, è disponibile in taglie per le misure di scarpe dal 35 al 46.

Tutta la filiera è made in Italy e l’azienda – un calzificio del bresciano con molti anni di attività alle spalle – difende e promuove la scelta di non dislocare la produzione industriale dei marchi italiani in aree con manodopera a basso costo.
Questa calza fornisce, oltre alla compressione graduata, maggiore capacità di traspirazione, sostegno e protezione nelle zone più delicate del piede, come tallone e punta.

Prezzo: entro i 15 euro.

 

CEP Progressive

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Famose perché coloratissime e sulle gambe dei top runner della maratona di Boston, le calze da running CEP sono realizzate in fibre sintetiche molto resistenti e offrono, sempre accanto alla compressione, maggiore capacità di traspirazione, protezione del tendine d’Achille, stabilizzazione del mesopede.

Prezzo: intorno ai 40 euro.

 

Gore running

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Anche queste calze sono in fibra sintetica – 20% Coolmax®, 40% Poliammide, 40% Elastan – e sono studiate per apportare, oltre alla compressione graduata, sostegno e protezione ai tendini tibiale e d’Achille, maggiore capacità di traspirazione, protezione dalla frizione e dalla pressione dei lacci della scarpa. Sono disponibili in bianco e in nero

Prezzo: intorno ai 40 euro.

 

Run Breeze

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Questa azienda è stata fondata nel 2008 da due giovani sportivi che si sono conosciuti all’università e che, dopo la laurea, hanno cercato di produrre una calza che soddisfacesse le esigenze dei corridori. Oggi l’azienda produce anche intimo.
Le RunBreeze sono calze a compressione graduata con un sottopiede ammortizzante, una punta senza cuciture per ridurre la frizione sulle dita e un tallone imbottito per proteggere dagli impatti.
Sono proposte sia per la corsa che per il recupero, per taglie dal 37 al 48.

Prezzo: entro i 25 euro.

 

 

Lunghezza

Mentre è ovvio che le calze a compressione graduata abbiano senso solo se arrivano sotto il ginocchio, si sta ultimamente affermando anche la corrente dei calzini corti, che arrivano più o meno all’altezza del malleolo.
Naturalmente, non ne mancano di ultra-tecnici, capaci – a momenti – di correre da soli.

Fatte salve le caratteristiche generiche o precise esigenze di compressione, la scelta della lunghezza della calza da running ha essenzialmente a che fare con la comodità personale e la situazione.
Per quanto mi riguarda, meno stoffa ho addosso, meglio sto, ma conosco persone che amano sentirsi gli stinchi coperti, anche nella bella stagione; in ogni caso, per quanto mi piaccia viaggiare leggero, non andrei a fare una gara di orienteering con i polpacci al vento, e nel cassetto ho comunque qualche paio di calzettoni per affrontare ben protetto anche la vegetazione più spinosa.

Come in tutto ciò che riguarda il running, la regola aurea è: prova e trova la soluzione più comoda per te.

 

5 calzini corti da running a confronto

 

Run Breeze anti blister

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L’azienda inglese si concentra ora sul comfort del piede e realizza un calzino corto da corsa che minimizzi la formazione delle vesciche. Lo fa con una calza formata da due strati di tessuto che scaricano l’attrito fra loro anziché sulla pelle del piede.
Restano ferme le caratteristiche di traspirazione ed ergonomia.

Prezzo: intorno ai 12 euro

 

X-Bionic Speed One

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La tecnologia presente nella calza lunga… fino al malleolo!
La versione corta delle calze da running X-Bionic non offre – ovviamente – la compressione graduata, ma presenta ugualmente il sostegno e protezione a retinacolo inferiore e tendine di Achille, protezione di punta e tallone, elevata traspirazione.

Prezzo: entro i 20 euro

 

Gore Mythos

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Anche la Gore offre agli amanti dell’abbigliamento minimal il massimo delle prestazioni in un calzino corto: traspirazione, morbidezza, riduzione della frizione, protezione dei tendini, imbottiture nei punti strategici e di maggiore impatto.

Prezzo: entro i 15 euro

 

Craft Cool socks 

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Craft è un’azienda svedese che produce intimo e abbigliamento sportivo, fra cui diversi tipi di calze.

Queste sono molto basse, restano sotto il livello del collo della scarpa e sono, secondo molti, più estetiche di altre.
Sono realizzate in un filato sintetico studiato per mantenere sempre il piede fresco e sono tessute, senza cuciture, in modo da presentare diverse intensità di filato, con aree di sostegno e di protezione a seconda delle necessità.

Prezzo: circa 15 euro la confezione con due paia

 

Falke RU4

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Questa azienda produce abbigliamento sportivo molto specializzato. Addirittura, le calze da running sono realizzate in diversi modelli, a seconda delle maggiori esigenze di ammortizzazione, leggerezza o stabilità.
Il modello RU4 è pensato per offrire il massimo dell’ ammortizzazione ed è realizzato con circa il 40% di fibra di cotone.

Prezzo:  entro i 15 euro


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