Le 7 Migliori Scarpe Da Running Del 2013

Migliori-scarpe-running-2013
… secondo i lettori di Le migliori scarpe da running!

L’anno volge al termine, ed è tempo di bilanci anche per questo recente blog, che pian piano raccoglie sempre più lettori (grazie, è una bella soddisfazione). Ecco, allora, quali sono stati i sette post più letti dell’anno, vale a dire le scarpe da corsa che maggiormente hanno suscitato la vostra curiosità e destato il vostro interesse. Pronti? Partenza… Via!

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Skechers GOrun Ride

 

Skechers?
Parliamo di “migliori scarpe da running” e parliamo di Skechers? Una marca che fa calzature miracolose (mi hanno riferito di una televendita che promuoveva il modello “tonificante” shape-ups, forse qualcuno la ricorda meglio di me), sneakers per adolescenti e stivali “trendy” bassi e pelosi che non donerebbero neanche a Belen?
Già!

Ne parliamo perché, nonostante il brand faccia di tutto per non farsi prendere sul serio, sembra che alla Skechers riescano a produrre ottime scarpe da corsa. L’ho scoperto per caso curiosando su Amazon, e sono rimasto sbalordito per la quantità di valutazioni positive (per lo più sfacciatamente entusiaste), tutte concordi nel definirle leggere e comode come un guanto. Ce n’era abbastanza per indagare!

Le GOrun sono scarpe progettate per uno stile di corsa naturale, ma non così radicale come altre: l’assetto della suola induce ad appoggiare sul mesopiede, ma la calzatura ha una discreta ammortizzazione e un drop di 4mm.
Sono molto leggere anche grazie al mesh traforato della tomaia, quindi possono non essere troppo adatte se il clima è rigido (anzi, chi le possiede le trova piacevolmente fresche d’estate), tuttavia i colori sgargianti e gli inserti fluo le rendono ideali nei bui pomeriggi invernali.

Sono decisamente economiche, perciò credo che metterò da parte i miei pregiudizi e le prenderò seriamente in considerazione quando vorrò provare la corsa naturale (in modo da non maledirmi se non fosse amore a prima vista).

 

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Assetto speciale della suola, per appoggiare sul mesopiede.
Ottimo rapporto reattività/ammortizzazione.
Intersuola Resalyte© che si adatta alla forma del piede.
Tecnologia Agion© per contrastare i cattivi odori.
Soletta amovibile per regolare a piacimento l’assetto: più ammortizzato con inserendola, più naturale senza.

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Casa di produzione: Skechers
Modello: GOrun Ride
Fondo ideale: strada
Ammortizzazione: discreta
Correzione pronazione: no
Correzione supinazione: no
Dislivello tacco/punta: 4 mm
Peso: < 300 gr. (la misura 9 pesa 7.9 once, cioè meno di 230 grammi)
Categoria: A0/A2
Tomaia: mesh elasticizzato e traspirante, leggero e fresco.
Intersuola: ammortizzazione con tecnologia Resalyte©, che si adatta alla forma del piede
Suola: progettata per favorire l’appoggio sul mesopiede, con sensori GOimpulse per dare reattività e controllo alla corsa.
Tipi disponibili: uomo, donna
Prezzo: contenuto (tra i 50,00 e gli 80,00 euro)

Consigliata a: corridori di peso leggero e medio, su strada o pista, per natural running

Skechers Gorunride

 

Asics Gel Kayano 20

 

Torno a parlare di scarpe da running Asics con un modello che festeggia vent’anni di produzione: la Gel Kayano.

Storicamente, si tratta di una scarpa da strada o pista nata per l’allenamento o la corsa lenta (il nome del primo modello, commercializzato nel 1993, era un equivocabile “Kayano Trainer”), caratterizzata da stabilità e supporto. Nel corso degli anni, il modello si è evoluto senza perdere di vista queste due specificità.

 

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Ottime stabilità e supporto antipronazione.
Massima ammortizzazione rispetto alle edizioni precedenti del medesimo modello.
Peso complessivo inferiore, grazie a una tomaia ancora più alleggerita.
Tecnologia Dynamic DuoMax, per fornire maggiori stabilità e sostegno ai corridori con spiccata pronazione.

 

 

 

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Casa di produzione: Asics
Modello: Gel Kayano 20
Fondo ideale: strada
Ammortizzazione: elevata per la propria categoria
Correzione pronazione: sì
Correzione supinazione: no
Dislivello tacco/punta: 11 mm
Peso: circa 300 gr.
Categoria: A4
Tomaia: Fluid fit (mesh leggero e avvolgente per assecondare i movimenti del piede senza costringerlo).
Intersuola: a doppio strato, con tecnologia Innovative Fluid ride, più ammortizzante e con maggiore reattività in fase di compressione/ritorno.
Suola: dotata di Guidance Line, per conferire maggiore efficienza alla corsa.
Tipi disponibili: uomo, donna (con assetto più alto)
Prezzo: elevato (maggiore di 150 euro)

Asics Gel Kayano 20

Garmin Forerunner 10

Dopo tanti post strettamente dedicati alle scarpe, ho pensato fosse utile parlare un po’ di accessori per la corsa, anche perché mi sono state fatte un paio di domande a riguardo e penso che l’argomento possa interessare a tutti.

Uno strumento sempre più diffuso anche fra i runner, anche fra i più amatoriali di loro, è il GPS da polso, un dispositivo che permette di tracciare facilmente velocità, percorso e altri dati (più o meno dettagliati, a seconda del modello) e, solitamente, condividerli sui social.

Il Garmin Forerunner 10 è un GPS da polso di fascia economica e con funzioni essenziali, ideale, secondo me, per chi non corre a livelli agonistici, ma desidera ugualmente monitorare le proprie prestazioni, sia per soddisfazione personale nel riscontrare un progresso, sia per compiere allenamenti mirati in vista di un obiettivo.

Garmin è un’azienda che produce da anni diversi modelli di GPS, inclusi navigatori per automobili e orologi con GPS dalle prestazioni superiori a queste.
Il Forerunner 10 è una delle creazioni più recenti ed è, a mio avviso, nato per aggredire la fetta di mercato – in espansione – dei consumatori meno abbienti, dei runner meno “convinti” e delle donne, poiché oltre ad avere un prezzo contenuto (di poco superiore ai 100 euro, vale a dire un terzo del prezzo di altri modelli della stessa marca, come il sofisticato 910 XT) – invitante per chi non vuole spendere troppo in un accessorio non fondamentale e/o non è sicuro di sfruttarlo appieno – è più piccolo del consueto ed è proposto in più colori (piuttosto vezzosi).

Tutto questo, però, non fa del Forerunner 10 un GPS da disprezzare; tutt’altro.

forerunner 10 garmin

A che (e a chi) serve un GPS?

Sono convinto che, per correre, bastino le scarpe.
Per la precisione, le sole cose davvero indispensabili sono un buon paio di scarpe (ossia adatto alle proprie caratteristiche, come spiego nella guida) e calzini decenti (non sintetici, non troppo stretti, non troppo larghi, non di carta vetro, non scomodi… scelti con buon senso, insomma).

A favore della mia teoria depone il fatto che, quando si vede qualcuno che corre per la strada, solitamente, più è forte e peggio è vestito.
Indubbiamente, un abbigliamento tecnico offre comfort superiore, e sono il primo ad avere più di una maglia termica nel cassetto e fuseaux da mimo francese per le temperature più rigide, ma la verità è che quando i piedi sono a posto, se vuoi, puoi correre anche coperto di stracci o nudo come un verme.

Il GPS, dunque, specie per chi, come me, corre a livello appena appena amatoriale, potrebbe non essere il primo acquisto da fare; anzi: non lo è.

Dopo qualche corsa, però, quando si comincia a sentirsi meglio e ad avere l’impressione di “aver corso bene”, si diventa curiosi di quantificare i propri miglioramenti e capire a che cosa corrisponde, in termini oggettivi, la propria sensazione di “bene”.

Sebbene scoprire che il proprio meglio sia anni luce da quella che è universalmente riconosciuta come una prestazione “onesta” possa essere frustrante, vedere la propria lenta, ma inesorabile, progressione è estremamente motivante e aiuta a essere costanti nell’allenamento, anche perché l’impietoso dispositivo rivela anche quanto poco performanti si è stati dopo troppi giorni di stop.

Paradossalmente, quindi, in questo caso è proprio il gingillo superfluo, al quale chi corre saltuariamente o senza entusiasmo potrebbe serenamente rinunciare, a spingere verso uno sfruttamento più intenso dello stesso; affermare che l’acquisto si ammortizzi da solo forse è esagerato, ma di sicuro si giustifica molto bene.

 

Per chi è adatto il Garmin Forerunner 10

Tre dei cinque colori in cui è proposto sono decisamente femminili; direi di più: proprio da ragazza. È pur vero che il look da runner tende ad essere (giustamente) vistoso, perciò non credo che il GPS fucsia stonerebbe al polso di qualche “sciura“.

Non è, però, l’estetica, la caratteristica più importante di questo dispositivo GPS, anche se è chiaro che è stata studiata con attenzione.

I punti di forza sono due: il prezzo e la semplicità di utilizzo.

Anche il runner più “vecchio stile”, o più allergico alla tecnologia, infatti, è capace di sfruttare le funzioni del Forerunner 10. Non sono molte, è vero, ma sono essenziali e intuitive.

Inoltre, il costo contenuto lo rende abbordabile per quasi tutte le tasche (e poi, dieci amici che ci mettono dieci euro a Natale li abbiamo tutti!) e appetibile anche per coloro che, non avendo prestazioni da campione, si sentirebbero un po’ in colpa ad investire in un accessorio non del tutto indispensabile.

garmin forerunner 10

Cosa (ti) fa

Non fa moltissimo o, meglio, non fa tutte le cose che altri GPS – Garmin o di altre marche – sono in grado di fare, ma fa tutto ciò che serve a chi corre a livello amatoriale e desidera sia misurare le proprie prestazioni per riscontrare i propri progressi, sia avere uno strumento semplice da usare che, già durante la corsa, dia indicazioni chiare sui risultati che si stanno ottenendo, permettendo di svolgere un allenamento mirato e più efficace.

Il display, che si può illuminare, per tenere d’occhio la propria prestazione anche di sera o di primissimo mattino, mostra il tempo di allenamento e i chilometri percorsi; con la pressione di un pulsante si visualizzano calorie e passo. Proprio il passo è utile per rendersi conto, già durante la corsa, di quale velocità corrisponde al proprio sforzo, e per accertarsi di svolgere correttamente allenamenti specifici come ripetute e, soprattutto, progressioni.

Alla fine della corsa, le informazioni restano in memoria e possono essere facilmente scaricate nel computer, generando file che permettono di visualizzare il proprio percorso.

Sono funzioni utili non solo per ottimizzare l’allenamento, ma anche per pianificare e confrontare i diversi percorsi che si ha la possibilità di compiere, in modo da poterli, in futuro, scegliere in base alle proprie esigenze di allenamento.

Per chi fa orienteering, poi, è un vero spasso, perché il software permette di esportare il tracciato della propria corsa in formato .gpx, compatibile con i programmi che lo sovrappongono alla carta, consentendo un’analisi delle scelte di percorso e dei tempi di percorrenza precisa e approfondita.

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Mizuno Wave Enigma 3

 

Dopo diverse settimane, oggi torno a parlare delle scarpe Mizuno, con un altro modello della gamma Wave: le Enigma 3.
A differenza della Rider, che l’ha in Ap+, la Enigma presenta un’intersuola in U4iC, una composizione speciale che l’azienda produttrice definisce talmente soffice e leggera da dare la sensazione di “correre sulle nuvole” (infatti si pronuncia come “euforic”), circa il 30% più leggera.
È una scarpa più protettiva, adatta, quindi a runner pesanti e/o a corse lunghe.

 

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Massime protezione e ammortizzazione, grazie all’intersuola in U4iC.
Tecnologia Wave lungo tutta la suola della scarpa, per garantire la dispersione dell’impatto.
Suola con struttura Smooth Ride in Touch Foam, leggera e reattiva, e X10, resistente e durevole.

 

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Casa di produzione: Mizuno
Modello: Wave Enigma 3
Fondo ideale: strada
Ammortizzazione: elevata
Correzione pronazione: no
Correzione supinazione: no
Dislivello tacco/punta: 12 mm
Peso: < 300 gr.
Categoria: A3
Tomaia: Dynamotion fit (mesh flessibile che segue i movimenti del piede mantenendo fermo il tallone)
Intersuola: U4iC
Suola: tecnologia Wave e Smooth Ride Touch Foam, mescola Q10 (gomma e carbonio) nel tallone
Tipi disponibili: uomo, donna
Prezzo: medio (entro i 150 euro)

Consigliata: a corridori neutri pesanti, allenamenti e corse lunghe su strada.

 

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Nike Free 3.0 (run)

 

Dopo un iniziale silenzio su questo marchio, torno così presto a parlare di Nike perché c’è molta curiosità verso questa serie e io stesso avevo voglia di capirne di più.
La versione ufficiale dei fatti sulla nascita di questa linea di scarpe narra di otto anni di studi di biomeccanica sull’appoggio naturale del piede scalzo, ispirati dall’osservazione di atleti che si allenavano così, per permettere all’atleta di eseguire una corsa più naturale possibile.

La serie “Free” di Nike si distingue in due linee: una per l’allenamento, più protettiva, contraddistinta dalla dicitura “trainer”, e una per la corsa.
In questo caso, il numero non indica se il modello è più o meno recente, ma è inversamente proporzionale alla flessibilità della scarpa. Nike Free 3.0 è la scarpa più flessibile della linea dedicata alla corsa naturale, pensate per stimolare movimenti che irrobustiscono la muscolatura della gamba.
È la proposta Nike per il natural running.

 

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Flessibilità estrema, grazie alle profonde scanalature nella suola.
Suola in phylite, resistente, ma sottile e leggera.
Vestibilità avvolgente e confortevole.
Drop basso, per un assetto più naturale del piede.

 

 

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Casa di produzione: Nike
Modello: Free 3.0 (run)
Fondo ideale: Pista o strada
Ammortizzazione: assente
Sostegno pronazione: no
Correzione supinazione: no
Dislivello tacco/punta: 4mm
Peso: circa 250 gr.
Categoria: A0
Tomaia: Mesh
Soletta: “Nike Free” (traspirante)
Suola: Phylite e gomma al carbonio, per resistere alle abrasioni
Tipi disponibili: uomo, donna, bambino
Prezzo: economico (intorno ai € 100,00)

Consigliata: ad atleti leggeri, a chi ama la sensazione del piede scalzo; in gare brevi su strada, su pista.

Hoka One One Mafate 3

 

Hoka One One è un marchio nato in anni recenti dal desiderio dei fondatori – appassionati di trail running – di produrre scarpe innovative, che fornissero protezione superiore all’impatto, pur conservando leggerezza e vestibilità, garantendo a chi le indossa solo il piacere della corsa.
Nonostante siano sul mercato da pochi anni e abbiano un look quantomeno “sospetto”, hanno già diversi estimatori e gli atleti del team Hoka One One si sono distinti in alcune competizioni di rilievo.

Mafate, giunta alla terza edizione, è il modello capostipite di questa nuova concezione di scarpe da running per correre su sentieri e sterrati.

 

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Estrema protezione, grazie ad un’intersuola spessa più del doppio della media di quelle delle altre scarpe da corsa, e un’ammortizzazione capace di assorbire il 25% dell’impatto.
Sistema quick-lace per una maggiore aderenza della scarpa (ma un paio di lacci convenzionali è comunque fornito).
Resistenza e aderenza al terreno per godere appieno della corsa.
Durevolezza.

 

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Casa di produzione: Hoka One One
Modello: Mafate 3
Fondo ideale: sentiero/sterrato
Ammortizzazione: massima
Sostegno pronazione: no
Sostegno supinazione: no
Dislivello tacco/punta: 5mm
Peso: > 300 gr
Categoria: A3/A5
Tomaia: mesh di doppio spessore, per maggiore resistenza e protezione del piede.
Intersuola: EVA iperespanso
Ammortizzazione: 33mm nel tallone, 29mm nel mesopiede
Suola: con “tacchetti” alti 5mm
Tipi disponibili: uomo, donna
Prezzo: elevato (superiore ai 150.00 euro)

Consigliata: ad atleti pesanti, in allenamento o per distanze medie e lunghe (40 km o più) su sentiero

Saucony Xodus 4.0

 

Torno a parlare dell’azienda di Boston relativamente ad un modello pensato per correre fuori strada che, infatti, Saucony ha evocativamente chiamato Xodus, e che giunge alla sua quarta versione.

È una scarpa resistente, che mira a conquistare il runner che compie sullo sterrato la maggior parte del suo percorso, poiché ha una suola in vibram molto sagomata, progettata per conferire maggiore stabilità alla falcata.
Stabile è anche la struttura complessiva della scarpa, che ha un profilo più alto di molte scarpe da trail running e offre un’ammortizzazione superiore alla media.

 

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Fascia Pro-Lock al livello del mesopiede, integrata con i lacci, per una calzata più salda e avvolgente.
Intersuola in EVA con inserto PowerGrid nel tallone.
Suola in Vibram, sagomata con scanalature multidirezionali.
Materiali robusti e durevoli.

 

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Casa di produzione: Saucony
Modello: Xodus 4.0
Fondo ideale: sterrato
Ammortizzazione: buona
Sostegno pronazione: lieve
Sostegno supinazione: no
Dislivello tacco/punta: 4mm
Peso: > 300 gr.
Categoria: A3/A5
Tomaia: mesh con fascia ProLock, integrata con i lacci, ad avvolgere il mesopiede.
Intersuola: EVA con inserto PowerGrid nel tallone
Suola: in Vibram con scanalature molto accentuate
Tipi disponibili: uomo, donna
Prezzo: medio (entro i 150 euro)

Consigliata: per corse su sentiero o fuori strada, a runner con appoggio neutro, anche pesanti e/o per allenamenti lunghi

saucony xodus

 

 

Newton Gravity

 

Newton è un’azienda che produce scarpe e abbigliamento da running di recente nascita, poco popolare in Italia, ma già nota in altri paesi, come gli Stati Uniti, dove lo stile di corsa naturale è più diffuso e di moda.

Queste calzature, infatti, sono pensate per una falcata che atterra sul mesopiede, tant’è che l’ammortizzazione è concentrata nella parte anteriore della suola.
Gli stessi produttori evidenziano che sono scarpe specifiche per questo tipo di corsa e che richiedono un po’ di adattamento da parte del runner che non le ha mai provate.
Nella gamma Newton, tutta dedicata al “natural running”, è una scarpa versatile, ma già pensata per chi è esperto di questo approccio

 

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  • Tomaia traspirante in mesh con inserti stretch a supporto del metatarso
  • Suola in gomma al carbonio, più resistente alle abrasioni.
  • Intersuola con tecnologia “Action/Reaction” nel mesopiede, un sistema di ammortizzazione studiato per non disperdere energia, ma restituirla alla corsa.
  • Strato per la sensibilità biomeccanica, per permettere al runner di percepire, attraverso il piede, la morfologia del terreno e adattare assetto, postura e andatura in modo naturale.

 

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Casa di produzione: Newton
Modello: Gravity
Fondo ideale: strada/sentiero battuto
Ammortizzazione: concentrata nella parte anteriore
Sostegno pronazione: no
Sostegno supinazione: no
Dislivello tacco/punta: 3mm
Peso: < 300 gr
Categoria: A0
Tomaia: mesh traspirante con inserti stretch a per sostenere il metatarso
Intersuola: EVA con tecnologia “Action/Reaction”
Suola: in gomma al carbonio e gomma ad alta densità
Tipi disponibili: uomo e donna
Prezzo: elevato (più di 150,00 euro)

Consigliata: solo per il natural running, preferibilmente in gara o allenamenti brevi

 

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Adidas Energy Boost

La tecnologia “Boost” è l’ultima nata in casa Adidas e promette risultati sensibilmente migliori, grazie alla capacità di “restituire” energia alla corsa: maggior resa, insomma, con il medesimo sforzo.

Adidas applica questa speciale intersuola – composta da microcelle indipendenti strutturate a nido d’ape (che sembrano uno strato di polistirolo!) – a diversi modelli di scarpe da running, ormai, uno dei più popolari dei quali è, appunto, la pioniera Energy Boost

 

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Tomaia leggera e flessibile, grazie alla tecnologia Techfit.
Arco plantare integro e flessibile, realizzato con Torsion System.
Suola resistente in Adiwear.
Controtallone esterno, per garantire stabilità
Intersuola in mescola Boost, un agglomerato di microcelle indipendenti, per restituire energia alla corsa, studiata per mantenere le caratteristiche di flessibilità e ammortizzazione per 500 chilometri in un intervallo di temperature fra -20° e +40°C.

 

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Casa di produzione: Adidas
Modello: Energy Boost
Fondo ideale: strada
Ammortizzazione: discreta
Sostegno pronazione: lieve
Sostegno supinazione: no
Dislivello tacco/punta: 10mm
Peso: circa 300 gr.
Categoria: A2
Tomaia: tessuto sintetico leggero saldato, tecnologia Techfit
Intersuola: mescola Boost a nido d’ape.
Suola: in gomma al carbonio resistente all’abrasione Adiwear
Tipi disponibili: uomo, donna
Prezzo: medio (entro i 150 euro)

Consigliata: a runner con appoggio neutro, su strada o pista, anche per corse lunghe

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