Garmin Forerunner 10

Dopo tanti post strettamente dedicati alle scarpe, ho pensato fosse utile parlare un po’ di accessori per la corsa, anche perché mi sono state fatte un paio di domande a riguardo e penso che l’argomento possa interessare a tutti.

Uno strumento sempre più diffuso anche fra i runner, anche fra i più amatoriali di loro, è il GPS da polso, un dispositivo che permette di tracciare facilmente velocità, percorso e altri dati (più o meno dettagliati, a seconda del modello) e, solitamente, condividerli sui social.

Il Garmin Forerunner 10 è un GPS da polso di fascia economica e con funzioni essenziali, ideale, secondo me, per chi non corre a livelli agonistici, ma desidera ugualmente monitorare le proprie prestazioni, sia per soddisfazione personale nel riscontrare un progresso, sia per compiere allenamenti mirati in vista di un obiettivo.

Garmin è un’azienda che produce da anni diversi modelli di GPS, inclusi navigatori per automobili e orologi con GPS dalle prestazioni superiori a queste.
Il Forerunner 10 è una delle creazioni più recenti ed è, a mio avviso, nato per aggredire la fetta di mercato – in espansione – dei consumatori meno abbienti, dei runner meno “convinti” e delle donne, poiché oltre ad avere un prezzo contenuto (di poco superiore ai 100 euro, vale a dire un terzo del prezzo di altri modelli della stessa marca, come il sofisticato 910 XT) – invitante per chi non vuole spendere troppo in un accessorio non fondamentale e/o non è sicuro di sfruttarlo appieno – è più piccolo del consueto ed è proposto in più colori (piuttosto vezzosi).

Tutto questo, però, non fa del Forerunner 10 un GPS da disprezzare; tutt’altro.

forerunner 10 garmin

A che (e a chi) serve un GPS?

Sono convinto che, per correre, bastino le scarpe.
Per la precisione, le sole cose davvero indispensabili sono un buon paio di scarpe (ossia adatto alle proprie caratteristiche, come spiego nella guida) e calzini decenti (non sintetici, non troppo stretti, non troppo larghi, non di carta vetro, non scomodi… scelti con buon senso, insomma).

A favore della mia teoria depone il fatto che, quando si vede qualcuno che corre per la strada, solitamente, più è forte e peggio è vestito.
Indubbiamente, un abbigliamento tecnico offre comfort superiore, e sono il primo ad avere più di una maglia termica nel cassetto e fuseaux da mimo francese per le temperature più rigide, ma la verità è che quando i piedi sono a posto, se vuoi, puoi correre anche coperto di stracci o nudo come un verme.

Il GPS, dunque, specie per chi, come me, corre a livello appena appena amatoriale, potrebbe non essere il primo acquisto da fare; anzi: non lo è.

Dopo qualche corsa, però, quando si comincia a sentirsi meglio e ad avere l’impressione di “aver corso bene”, si diventa curiosi di quantificare i propri miglioramenti e capire a che cosa corrisponde, in termini oggettivi, la propria sensazione di “bene”.

Sebbene scoprire che il proprio meglio sia anni luce da quella che è universalmente riconosciuta come una prestazione “onesta” possa essere frustrante, vedere la propria lenta, ma inesorabile, progressione è estremamente motivante e aiuta a essere costanti nell’allenamento, anche perché l’impietoso dispositivo rivela anche quanto poco performanti si è stati dopo troppi giorni di stop.

Paradossalmente, quindi, in questo caso è proprio il gingillo superfluo, al quale chi corre saltuariamente o senza entusiasmo potrebbe serenamente rinunciare, a spingere verso uno sfruttamento più intenso dello stesso; affermare che l’acquisto si ammortizzi da solo forse è esagerato, ma di sicuro si giustifica molto bene.

 

Per chi è adatto il Garmin Forerunner 10

Tre dei cinque colori in cui è proposto sono decisamente femminili; direi di più: proprio da ragazza. È pur vero che il look da runner tende ad essere (giustamente) vistoso, perciò non credo che il GPS fucsia stonerebbe al polso di qualche “sciura“.

Non è, però, l’estetica, la caratteristica più importante di questo dispositivo GPS, anche se è chiaro che è stata studiata con attenzione.

I punti di forza sono due: il prezzo e la semplicità di utilizzo.

Anche il runner più “vecchio stile”, o più allergico alla tecnologia, infatti, è capace di sfruttare le funzioni del Forerunner 10. Non sono molte, è vero, ma sono essenziali e intuitive.

Inoltre, il costo contenuto lo rende abbordabile per quasi tutte le tasche (e poi, dieci amici che ci mettono dieci euro a Natale li abbiamo tutti!) e appetibile anche per coloro che, non avendo prestazioni da campione, si sentirebbero un po’ in colpa ad investire in un accessorio non del tutto indispensabile.

garmin forerunner 10

Cosa (ti) fa

Non fa moltissimo o, meglio, non fa tutte le cose che altri GPS – Garmin o di altre marche – sono in grado di fare, ma fa tutto ciò che serve a chi corre a livello amatoriale e desidera sia misurare le proprie prestazioni per riscontrare i propri progressi, sia avere uno strumento semplice da usare che, già durante la corsa, dia indicazioni chiare sui risultati che si stanno ottenendo, permettendo di svolgere un allenamento mirato e più efficace.

Il display, che si può illuminare, per tenere d’occhio la propria prestazione anche di sera o di primissimo mattino, mostra il tempo di allenamento e i chilometri percorsi; con la pressione di un pulsante si visualizzano calorie e passo. Proprio il passo è utile per rendersi conto, già durante la corsa, di quale velocità corrisponde al proprio sforzo, e per accertarsi di svolgere correttamente allenamenti specifici come ripetute e, soprattutto, progressioni.

Alla fine della corsa, le informazioni restano in memoria e possono essere facilmente scaricate nel computer, generando file che permettono di visualizzare il proprio percorso.

Sono funzioni utili non solo per ottimizzare l’allenamento, ma anche per pianificare e confrontare i diversi percorsi che si ha la possibilità di compiere, in modo da poterli, in futuro, scegliere in base alle proprie esigenze di allenamento.

Per chi fa orienteering, poi, è un vero spasso, perché il software permette di esportare il tracciato della propria corsa in formato .gpx, compatibile con i programmi che lo sovrappongono alla carta, consentendo un’analisi delle scelte di percorso e dei tempi di percorrenza precisa e approfondita.

Garmin Connect: correre diventa social

Nell’era dei social-network e delle “app” per il running, anche un’attività tradizionalmente solitaria e “meditativa” come la corsa è diventata qualcosa da condividere, anche se, magari, solo limitatamente a tempi e percorsi.
Non poteva mancare, allora, un portale dedicato per raccogliere e condividere le proprie prestazioni fra utenti Garmin.
All’indirizzo connect.garmin.com è possibile creare un account e caricare le informazioni di tutte le proprie corse con pochi click.

I dati possono poi essere esportati e caricati su altri social dedicati – come RunKeeper, Runtastic o quelli dei singoli produttori di scarpe da running – in modo da tenere facilmente aggiornati i propri profili.

Garmin Connect offre anche la possibilità di pianificare gli allenamenti in base all’obiettivo che si vuole raggiungere e di creare un calendario con gli impegni delle proprie corse.

Inoltre, presenta impostazioni di privacy intuitive, che permettono di controllare facilmente i dati delle proprie corse e la loro condivisione.
Una funzione di ricerca semplice e immediata consente di trovare i propri amici attraverso il nome con il quale si sono registrati; così, solo chi si conosce davvero e conosce il nickname con il quale ci si è registrati può trovarsi.
Sebbene, rispetto alle più comuni funzioni dei social, possa apparire una limitazione, è un criterio che personalmente apprezzo molto, perché mi protegge dalla curiosità di chi mi conosce anche solo semplicemente per indirizzo e-mail.

 

GPS sotto l’albero

Personalmente sono molto soddisfatto di questo GPS, perciò, se avete deciso di regalare un GPS entry-level al vostro collega che ha appena iniziato a correre e volete chiedere un’offerta contenuta nella colletta aziendale, o cercate la scintilla per invogliare la vostra ragazza a venire a correre con voi, il Forerunner 10 è il modello che attualmente consiglierei.

 


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