Puma Faas 1000

A circa un anno di distanza dall’esordio di questo blog con il post sulle Puma Faas 300R, torno a parlare di questa ricca famiglia di scarpe da running, concentrandomi sulla versione A3, “massima ammortizzazione”: la Puma Faas 1000 (tutto quello che c’è da sapere sulle categorie delle scarpe è in questo post).

Dopo le 300 e le 600, il modello 1000 completa la proposta Puma di scarpe da corsa, con un modello neutro pensato per l’allenamento quotidiano, che aggiunge alle caratteristiche di leggerezza e comfort della gamma la protezione di un’ammortizzazione molto elevata.
Alla vista, questa scarpa ha un profilo diverso dalle solite scarpe da running: la suola sembra più alta e nel complesso la calzatura – complice anche un design “ascendente” – sembra più stretta, quasi uno scarponcino.
Indosso, invece, aderisce perfettamente al piede e si rivela insospettabilmente leggera, per la sua categoria, non raggiungendo i 300 grammi (nel 41 da uomo).

L’intersuola è in  FAAS Foam+, una speciale mescola di schiuma e gomma che, oltre che ammortizzante, si rivela anche reattiva.
Anche la suola offre leggerezza e ammortizzazione, poiché è realizzata in gomma soffiata e presenta profonde scanalature, grazie alle quali la scarpa asseconda i movimenti del piede.
La sicurezza e il comfort della corsa, invece, sono garantiti da un supporto di allacciatura in gomma, che assicura una calzata stabile, ma non costrittiva. Il sistema dei lacci è tradizionale.

 

L’opinione del runner

Su queste scarpe da running ho una testimonianza di prima mano: le ha comprate mia moglie.

In generale è molto soddisfatta (colori a parte): anche se il peso è inferiore di soli due grammi rispetto alle scarpe che aveva prima, la sensazione è quella di una calzatura molto più leggera, perché aderisce meglio al piede.
Sebbene, al termine della corsa, l’umidità del piede non si riveli maggiore del solito, però, al momento mia moglie lamenta che queste Puma Faas 1000 sono scarpe un po’ troppo calde e che le “vanno a fuoco i piedi” quando corre… ma è pur vero che mia moglie, quando corre, si lamenta per qualsiasi cosa (e, forse, non solo quando corre), ho sempre pensato che sia a lei che ci si riferisce quando si parla di “runner pesante” ;-p
Per completezza di informazione: queste scarpe hanno sostituito le sue adorate Asics Nimbus, di cui portava ancora il modello 13.

 

Riassunto

Casa di produzione: Puma
Modello: Faas 1000
Fondo ideale: Strada
Ammortizzazione: elevata
Sostegno pronazione: no
Sostegno supinazione: no
Peso: ca. 290 gr
Categoria: A3
Drop (dislivello tacco-punta):
Tomaia: Air-mesh e mono mesh
Intersuola: FAAS Foam+, miscela di schiuma e gomma ammortizzante e leggera
Suola: mescola di gomma soffiata EverRide+, leggera, ammortizzante e resistente alle abrasioni
Tipi disponibili: uomo (turchese con dettagli corallo e giallo fluonero con dettagli salmone e verde acqua); donna (verde acqua con dettagli salmone e ghiaccio, viola con dettagli fuchsia e giallo fluo, amaranto con dettagli rossi: le più belle, secondo mia moglie, che non le ha trovate del suo numero)
Prezzo: medio-basso (entro i 120,00 euro o al di sotto degli 80,00 euro, a seconda del colore)

Consigliate a: corridori pesanti, per corse lunghe e lente e per l’allenamento quotidiano

 

 

Adidas Duramo 6

Ricominciamo a parlare di singoli modelli scarpe da running dopo la panoramica sulle categorie, e ricominciamo da dove eravamo rimasti e da dove non siamo mai stati: marca Adidas, categoria A6 (jogging!): le Duramo 6.

La marca delle tre strisce sta via via aggiornando i propri modelli con l’ormai famosa tecnologia “Boost” (le cellette a nido d’ape dall’aspetto del polistirolo e la reattività degli stivali a molla di Paperinik, a detta di chi le ha provate), ma non il modello Duramo, che si è portato l‘intersuona in ADIPRENE®+ anche nella sesta edizione.

Questo perché si tratta di una scarpa da jogging, cioè: non propriamente da running.
È dotata delle tecnologie essenziali per svolgere una moderata attività di corsa, ma non è sufficientemente tecnica per essere indossata da chi pratica l’attività con costanza.
È comunque ammortizzata su tutta la lunghezza e ha la tomaia in mesh ultraleggero, così chi fa i primi chilometri è abbastanza protetto, senza affaticarsi più del necessario.

Sono scarpe essenziali e pertanto economiche, pensate per dare a chi comincia a correre una calzatura abbastanza idonea, senza richiedere un investimento eccessivo… insomma, è la scarpa per chi comincia, ma non sa se continuerà.

A mio parere – specie se si è corridori pesanti (che non significa affatto “sovrappeso”, poiché un runner pesante è già quello che supera i 65 chili) e senza esperienza – è meglio iniziare subito con una scarpa ammortizzante, di categoria A3.
La corsa lenta, il passo strascicato, l’appoggio “a tonfo” e poco controllato che chi inizia a correre tende spesso ad avere, infatti, possono causare fastidiosi acciacchi, se non proprio infortuni, che le scarpe da running più tecniche, di categoria A3, possono scongiurare.

Nel panorama della A6 “da jogging”, comunque, la Adidas Duramo 6 offre l’indispensabile per iniziare – molto blandamente – la propria avventura nel running.

 

Riassunto

Casa di produzione: Adidas
Modello: Duramo 6
Fondo ideale: Strada o pista
Ammortizzazione: moderata, su tutta la lunghezza
Sostegno pronazione: no
Sostegno supinazione: no
Peso: ca. 270 gr
Categoria: A6
Drop (dislivello tacco-punta): np (presumibilmente 8)
Tomaia: mesh ultraleggero
Intersuola: ADIPRENE®+ (mescola ammortizzante e reattiva) su tutta la lunghezza
Suola: gomma ADIWEAR™ resistente alle abrasioni
Tipi disponibili: uomo/unisex (azzurro e grigio, grigio e azzurro,  bianco, argento e giallo fluo), donna (corallo e nero, nero e fucsia, bianco e lime)
Prezzo: basso (intorno ai 50/60,00 euro)

Consigliate a: corridori molto saltuari e leggeri

A1, A2, A chi? – Cosa significano le categorie delle scarpe da running

categorie scarpe running

Photo courtesy of Istockphoto

 

Questo mio blog da “appassionato di corsa, che di corsa non parla mai” ha circa un anno, e dal mio primo post sulle scarpe da running Puma Faas 300  i lettori sono diventati sempre più numerosi.
Ciò mi fa un immenso piacere (se non volessi essere letto, avrei un diario segreto, non un blog), e al contempo mi stimola e tiene un po’ sotto pressione, perché voglio che chi arriva su queste pagine trovi contenuti soddisfacenti e li consulti facilmente, senza perdere tempo a sfogliare tutto il blog prima di arrivare alla scarpa da running di suo interesse.

Di recente, allora, ho assegnato ai post nuovi tag, che permettono di raggruppare le scarpe descritte secondo un nuovo criterio: la categoria.
In questo modo, chi è interessato a una certa scarpa da running in particolare, può confrontarla con le analoghe proposte di altre marche (o con le altre proposte della stessa marca) individuando facilmente la tipologia cui la scarpa appartiene anche grazie all’aggiunta delle categorie commerciali, ovvero le misteriose sigle che leggiamo sulle riviste di settore o sugli scaffali dei negozi più specializzati, che fa tanto figo usare: A2, A3,A5, tanto per intenderci.

Ma a che serve catalogare le scarpe in base a queste diciture, se non si sa che significato abbiano queste categorie?
Ho preparato un riassunto per spiegarlo.
Poiché questo post è più lungo del consueto, è disponibile anche il podcast in formato .mp3, più pratico per chi non ha tempo di leggere.
Clicca qui per scaricare gratis l’audiopost.

Categorie delle scarpe da running: cosa significano

Se è vero, infatti, che più o meno tutti sappiamo che le A2 sono le cosiddette “intermedie” e le A3 sono quelle “a massima ammortizzazione”, non è altrettanto immediato definire le A4, che negli ultimi tempi sono diventate le “stabili”, cioè quelle che offrono sostegno alla pronazione, senza avere necessariamente un’ammortizzazione maggiore delle A3 (anche se una scarpa stabile è quasi sempre anche molto ammortizzante), mentre fino a qualche anno fa rientravano in questa categoria anche scarpe da running prive di sostegno antipronazione, ma dotate di generici maggiori supporto e protezione.

Ecco uno schema chiaro (spero!) per capire cosa si cela dietro alle sigle “A-x”, dove x è un numero naturale compreso fra 0 e 8″ (anche 6 e 7, sì).

 

A0, cosiddette “minimaliste”
Stanno conoscendo un vero boom e non c’è azienda produttrice di scarpe da corsa che non proponga il suo modello di scarpa minimalista di categoria A0, sull’onda del crescente interesse verso il natural running.
Hanno il differenziale (anche detto “drop”, il dislivello tacco/punta) ridotto al minimo, in modo da favorire l’appoggio sul mesopiede.
Sono leggerissime, tutto ciò che è superfluo viene eliminato, quindi niente intersuola ammortizzante, niente supporti antipronazione, niente conchiglie o altri dispositivi di controllo dell’appoggio.
Non solo vanno bene solo per il natural running, ma è opportuno essere anche runner leggeri e dotati di un grande controllo del proprio appoggio per poterle usare in sicurezza.
Si possono usare con una certa tranquillità per gli allenamenti di velocità in pista, poiché la terra rossa è già abbastanza soffice e perché le sessioni non sono mai troppo lunghe.

A1, cosiddette “superleggere”
Avrete sentito parlare anche di scarpe da running di tipo “racing”: sono sempre le A1.
Anche queste sono estremamente leggere e presentano un drop molto basso, praticamente nessuna ammortizzazione, né tecnologie di controllo dell’appoggio.
Si differenziano dalle A0 perché non sono progettate per favorire l’appoggio “avanzato” tipico del natural running, ma sono studiate per non zavorrare il runner “tradizionale” durante le gare.
Non sono consigliate per un uso frequente (sono “da gara” perché devono restare sporadiche le occasioni in cui si predilige la prestazione alla protezione delle articolazioni!) e non sono adatte ai runner pesanti.

A2, cosiddette “intermedie”
Si comincia a vedere un po’ di ammortizzazione e, in alcuni casi, dei dispositivi di controllo dell’appoggio, in genere per contrastare la pronazione.
Anche queste scarpe da running sono pensate per le gare, perché sono ancora abbastanza leggere e, in generale, mancano degli accorgimenti necessari affinché possano essere usate tutti i giorni in sicurezza.
I runner pesanti dovrebbero sceglierle solo per gare brevi, mentre per quelli leggeri ed esperti costituiscono il compromesso fra la leggerezza di una scarpa da indossare in gara e la protezione necessaria in una corsa lunga.

A3, cosiddette “massimo ammortizzamento”
A parte il fatto che io continuo a chiamarla “ammortizzazione”, evidentemente deviato da troppe pubblicità di automobili, le scarpe di categoria A3 sono quelle indicate in allenamento per tutti i runner, leggeri o pesanti.
Dotate di intersuola – e spesso anche della stessa suola – messa a punto per minimizzare gli effetti dell’impatto con il terreno, assorbono gli urti e proteggono, così le articolazioni.
Generalmente il dislivello fra tacco e punta è compreso fra gli 8 e i 12 millimetri, perché questa angolazione non sollecita eccessivamente il tendine d’Achille.
Di solito hanno assetto neutro, cioè non forniscono supporto antipronazione.
Vanno bene per allenamenti lunghi e lenti, per corridori lenti e/o pesanti e per le lunghe distanze.
In genere, i runner amatoriali – di cui la maggior parte di noi è fatta – dovrebbero portarsi dietro qualche grammo in più e orientarsi su questa categoria di scarpa, poiché il vantaggio della protezione supera lo svantaggio del peso.

A4, cosiddette “stabili”
Si stanno distinguendo di recente le scarpe di categoria A4, ovvero ammortizzate e protettive come le A3 (almeno in linea di massima), ma dotate di sostegno antipronazione, che permette ai runner che caricano l’interno del piede di avere un appoggio più equilibrato e saldo; in altre parole: stabile.
Al di là dell’assetto antipronazione, presentano pressoché le medesime caratteristiche delle scarpe di categoria A3, per restare sicure e confortevoli anche sulle lunghe distanze.
Ai runner che hanno un problema di pronazione molto accentuato, però, di solito si consiglia l’uso di un plantare personalizzato, da inserire in scarpe neutre come le A3.

A5, cosiddette “da trail”
Sono pesantucce, ma non è certo un difetto. Lo sono perché sono dotate di tutti gli accorgimenti necessari per proteggere il piede dalle insidie di un fondo irregolare come quello dei sentieri e delle corse off-road.
La suola presenta generalmente dei tacchetti di gomma sporgenti qualche millimetro, per favorire la tenuta di strada, e solitamente è realizzata in materiale ultra-resistente, come il Vibram.
Sono scarpe robuste, che spesso presentano inserti in gomma anche sulla parte superiore, per proteggere il piede dagli urti accidentali. La tomaia è in mesh molto fitto, per ostacolare il più possibile l’intrusione di materiale esterno, o addirittura in goretex, per proteggere dalla pioggia e dal fango.
Presentano, di solito, anche un’intersuola ammortizzante, per minimizzare l’impatto con sentieri sassosi e fondi incerti.
Sono scarpe molto specifiche e sono indispensabili per il trail running e ogni volta che si corre fuori strada: una caduta è una caduta anche in scenari meno epici di una skyrace, è sempre opportuno evitarla.

A6, cosiddette “da jogging”
Ebbene sì, esistono anche le scarpe di categoria A6, ma faccio un po’ fatica a definirle “da running”.
Vengono, infatti, chiamate “da jogging”, perché non sono scarpe tecniche e non presentano grandi tecnologie per proteggere il piede o le articolazioni, o per favorire la prestazione.
Sono soffici e confortevoli, ma piuttosto pesanti e prive dei ritrovati della ricerca nel campo del running.
… a parer mio sono un po’ “un pacco”: sono scarpe da passeggio con l’aspetto delle scarpe da corsa degli anni Ottanta.
Non sono indicate per correre perché non proteggono abbastanza. Vanno bene, al massimo, per correre dietro all’autobus.
Alcuni le definiscono adatte ai principianti, ma per esperienza credo che i principianti siano quelli che hanno bisogno di un’attrezzatura il più possibile specifica, perché non sono ancora in condizioni di controllare bene il movimento.
Data la loro spiccata natura fashion, possono essere una scelta valida per chi vuole una scarpa da passeggio comoda ed esteticamente più “rassicurante” di una vera scarpa da running ipercolorata, o per non consumare le scarpe da corsa nel quotidiano. Poiché, però, la gomma delle suole perde elasticità con il tempo, la scelta più “matura” sarebbe quella di calzare le scarpe da running fino allo sfinimento, perciò anche nel tempo libero, e sostituirle con maggior frequenza.

Alcuni fanno rientrare nella categoria A6 le scarpe da walking, inteso come la disciplina di camminata controllata che si svolge in palestra.
Suppongo che, grazie all’effetto ammortizzante del tapis-roulant, non occorrano scarpe con caratteristiche particolari, ma suppongo anche che, se la disciplina prenderà piede, qualcuno se le inventerà.

A8, cosiddette “chiodate”
Sono le scarpe con gli artigli sulla suola, adatte a chi pratica atletica leggera.
Sono leggerissime, prive di ammortizzazione e altri orpelli e possono essere usate solo in pista.
Alcuni le indicano anche per le corse campestri, ma con la maggiore diffusione delle scarpe da trail (e da orienteering) stanno via via perdendo questo uso.

E il sette?
Che fine ha fatto il sette?

(Scusate, non ho resistito alla citazione)
Le scarpe chiodate da pista vengono classificate anche come A7.
Ho indagato un po’, ma non ho trovato definizioni che distinguessero nettamente le categorie A7 e A8 e, non avendo mai praticato la corsa su pista, non ho neppure gli elementi per ipotizzare le caratteristiche specifiche dell’una e dell’altra.
Qualcuno mi può aiutare?

Adidas Supernova Glide 6 Boost

Coerente con il progetto e piena di fiducia nella nuova tecnologia Boost, Adidas l’ha messa anche nel modello Supernova Glide (finora, su questo blog, avevamo visto solo le Sonic Boost e le Energy Boost).

Si tratta di una scarpa da running neutra e molto ammortizzante, che rientra, infatti, nella categoria A3, ed è pertanto consigliata per allenamenti (o corse) lunghi e lenti.
Sotto certi aspetti resta la scarpa dedicata al running quotidiano, come le sue cinque edizioni precedenti, ma l’aggiunta dell’intersuola Boost  rende questa versione 6 una scarpa subito più tecnica, pensata per offrire un miglioramento delle prestazioni.
Se è vero quello che dicono le recensioni di chi le ha provate, anche con queste si corre più forte del normale, anche se “quanto forte” dipende sempre dal runner.

Anche con il modello Supernova Glide 6 Boost, Adidas va un po’ controtendenza e propone, nella stagione delle calzature ultracolorate ad alta visibilità, scarpe da running decisamente sobrie, spesso scure, monocromatiche o con abbinamenti di toni armoniosi.

Le caratteristiche evidenziate dalla casa madre sono:

Intersuola Boost: sviluppata con la Basf (l’industria chimica che tutti ci ricordiamo per le audiocassette… perché anche voi vi ricordate le audiocassette, vero?), si compone di tante “bollicine” di poliuretano, leggerissime, che al momento dell’impatto si comprimono, ammortizzando, e nello stacco tornano in forma, quasi dando una spinta alla corsa.

Tomaia e fodera in airmesh, per maggiori traspirabilità, comfort e leggerezza.

Tecnologia TORSION® SYSTEM nel’arco plantare, per garantire stabilità alla falcata

Aderenza anche sul bagnato, grazie alla suola realizzata in gomma Continental™

Eccezionale leggerezza per una scarpa da running di categoria A3

Riassunto

Casa di produzione: Adidas
Modello: Supernova Glide 6 Boost
Fondo ideale: strada
Ammortizzazione: elevata
Sostegno pronazione: no
Sostegno supinazione: no
Peso: <300 gr
Categoria: A3
Dislivello tacco/punta (drop): 8 mm
Tomaia: airmesh, leggerissimo e contenitivo, senza cuciture
Intersuola: Boost, ammortizzante e straordinariamente reattiva grazie alla composizione a cellette
Suola: gomma Continental™, più aderente sul bagnato
Tipi disponibili: uomo (bianca e nera con dettagli azzurri), donna (bianca e nera con dettagli rosa intenso)
Prezzo: medio (intorno ai 130,00/150,00 euro)

Reebok Zquick

Come ho già avuto modo di osservare, nel mondo delle scarpe da running, Reebok non è il produttore più affermato, perché paga lo scotto di essere un marchio modaiolo o concentrato sulle scarpe da basket, mentre, in realtà, è in grado di realizzare calzature che non hanno nulla da invidiare ai grandi marchi della corsa.

Attenta alla nuova tendenza del natural running, Reebok propone il modello Zquick, il cui nome la dice lunga sulla promessa di velocità e reattività della scarpa.

La speciale geometria della suola è ispirata agli pneumatici di categoria Z ed è studiata per offrire maggiori tenuta di strada e controllo del movimento, anche alle velocità più “spinte”.
Inoltre è estremamente flessibile ed elastica, così si piega con il piede e lo accompagna quando si allarga nella fase di impatto, aumentando, in questo modo, la superficie a contatto con il suolo e, di conseguenza, la presa su di esso.

Le caratteristiche evidenziate dalla casa madre sono

Suola modellata sul modello degli pneumatici di categoria Z, per un maggior controllo del movimento, con protezione della punta.
Tomaia senza cuciture, ancora più leggera.
Rete “Nanoweb” sulla tomaia, affinché il piede resti saldo nella scarpa, pur conservando una struttura leggera.
Intersuola in EVA leggera e sottile, con alloggio per il tallone.

Riassunto

Casa di produzione: Reebok
Modello: ZQuick
Fondo ideale: Strada
Ammortizzazione: moderata
Sostegno pronazione: no
Sostegno supinazione: no
Peso: ca. 250 gr
Categoria: A0
Drop (dislivello tacco-punta): 4mm
Tomaia: mesh ultraleggero senza cuciture e struttura Nanoweb
Intersuola: in EVA, sottile e con alloggio per il tallone
Suola: gomma sagomata sul modello degli pneumatici di categoria Z, molto flessibile
Tipi disponibili: uomo/unisex (grigio e viola, grigio e nero o solo nero), donna (corallo e nero)
Prezzo: medio (intorno ai 100,00 euro)

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New Balance 1260 V3

 

Fedele alla politica di fornire una scarpa – in questo caso una scarpa da running – studiata anche per le esigenze più particolari (non dimentichiamo che l’azienda nacque come produttrice di plantari), New Balance dedica il modello 1260 V3 ai corridori che hanno bisogno di stabilità.

La scarpa è studiata per dare al runner una buona sensibilità del fondo stradale – grazie a materiali leggeri e un differenziale moderato – senza sacrificare l’ ammortizzazione nel tallone e il sostegno.

 

Le caratteristiche evidenziate dalla casa madre sono:

Sostegno antipronazione, per conferire stabilità e maggiore efficacia alla corsa degli iperpronatori.
Cuscinetto ABZORB® nel tallone, per ammortizzare e favorire il controllo del movimento.
Intersuola a doppia densità, che fornisce ammortizzazione e reattività, in uno spessore ridotto.
Drop di circa 8mm.

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Riassunto

Casa di produzione: New Balance
Modello: 1260 V3
Fondo ideale: strada
Ammortizzazione: buona
Sostegno pronazione: sì
Sostegno supinazione: no
Peso: <300 gr
Categoria: A4
Tomaia: mesh traspirante Fantom Fit, leggerissimo e contenitivo, senza cuciture
Intersuola: a doppia densità e in ACTEVA™ LITE, più leggera delle schiume tradizionali e più durevole nell’assorbire gli impatti
Suola: gomma resistente alle abrasioni
Tipi disponibili: uomo (blu elettrico con dettagli gialli, argento con dettagli arancioni, violetto e verde acido, nella suola), donna (argento con dettagli rossi e gialli, bluette con dettagli turchesi e color corallo)
Prezzo: medio (intorno ai 100,00/120,00 euro)

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Salomon X Ultra GTX

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Giugno è alle porte e, con esso, l’estate.
Le giornate sono “lunghe”, inizia la stagione delle corse in montagna, più o meno estreme, e delle multi-days di orienteering… insomma, finalmente si corre fuori strada, non c’è più niente che ci possa fermare!

Oggi parliamo di una signora scarpa da trail running: Salomon X Ultra GTX.
Si tratta di una calzatura pensata per la corsa off-road anche con condizioni meno favorevoli, perché ha la tomaia in GoreTex che protegge dal bagnato, pur facendo traspirare il piede; una scarpa che si gode nelle avventure estive e che si sfrutta anche nelle uscite invernali.

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La punta della scarpa presenta una calotta in gomma che protegge il piede dagli urti, l’allacciatura avviene con il tipico sistema Quicklace™ di Salomon, la suola è in Contagrip™ e tutto il bordo della scarpa è contornato da un materiale che la protegge dal fango.
Sono, inoltre, delle scarpe stabili e ammortizzate, grazie all’intersuola “advanced chassis” studiata per una corsa reattiva e un controllo ottimale del movimento.
Infine, a differenza di altre scarpe da trail running, la Salomon X Ultra GTX presentano un profilo basso, che lascia al piede praticamente la stessa libertà di movimento delle normali scarpe da corsa.

 

Le caratteristiche evidenziate dalla casa madre sono:

Materiale impermeabile e traspirante (GoreTex), resistente alle intrusioni esterne.
Calotta protettiva in punta.
Allacciatura con coulisse “quicklace™” e taschino in rete per raccogliere l’eccesso dei lacci.
Suola resistente alle abrasioni e “grippante”, grazie a mescola e scanalature.
Intersuola ammortizzante e stabilizzante, per una corsa protetta, ma reattiva.
Profilo basso “da running”.

Scarpe-trail-running-Salomon-X-Ultra-GTX Scarpe-trail-running-Salomon-X-Ultra

Riassunto

Casa di produzione: Salomon
Modello: X Ultra GTX
Fondo ideale: off-road
Ammortizzazione: discreta
Sostegno pronazione: moderato
Sostegno supinazione: no
Peso: ca. 300 gr
Categoria: A5
Tomaia: GoreTex™ (impermeabile e traspirante) con protezione della punta in gomma
Intersuola: EVA, con inserto “advanced chassis™”, per maggiore stabilità e reattività
Suola: speciale mescola ad elevata resistenza “Contagrip™”, con marcate scanalature per maggiore tenuta di strada
Tipi disponibili: uomo (nera con dettagli bluette,  verde bosco con profili verde chiaro, antracite con profili rossi), donna (verde muschio con dettagli verde acqua, azzurro ghiaccio con profili azzurri e turchesi,  grigia e nera con dettagli rossi
Prezzo: medio (intorno ai 130,00 euro, relativamente contenuto in rapporto all’elevata specificità della scarpa)

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Under Armour Micro G Engage

Come se già non ci fossero state abbastanza scarpe da running fra cui scegliere, anche Under Armour – azienda americana principalmente famosa per la produzione di abbigliamento tecnico da corsa – ha messo sul mercato le proprie calzature dedicate ai runner.

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Anche Under Armour  vanta tecnologie proprie, con le quali mette a punto diversi modelli di scarpe, a seconda delle esigenze del corridore.

Le UA Micro G Engage sono scarpe discretamente ammortizzate (non il modello più ammortizzato dell’azienda), studiate per coniugare protezione e reattività.

Le caratteristiche evidenziate dalla casa di produzione sono:

Profilo essenziale, che dona leggerezza alla falcata grazie all’eliminazione di forme e materiali in eccesso.
Intersuola Micro G, che promette di trasformare in spinta la forza d’urto attutita.
Soletta in 4D Foam, per adattarsi perfettamente all’orma del piede.
Sostegno interno del tallone, per una maggiore stabilità.

 

Riassunto

Casa di produzione: Under Armour
Modello: UA MicroG Engage
Fondo ideale: strada
Ammortizzazione: discreta
Sostegno pronazione: moderato
Sostegno supinazione: no
Peso: < 220 gr.
Categoria: A2
Tomaia: mesh e schiuma traspiranti e ultraleggeri
Intersuola: Micro G® , ammortizzante e reattiva
Suola: gomma, più resistente nelle aree di maggiori impatto e abrasione
Tipi disponibili: uomo (anche in giallo ad alta visibilità), donna(anche in nero e lilla e in grigio con inserti gialli ad alta visibilità)
Prezzo: economico (entro i 100,00 euro)

Scarpe-running-Under-Armour-Micro-G-Engage

Calze da running: quali scegliere?

Proprio ora che comincio ad avere da parte un bel po’ di informazioni per mettere a confronto le migliori scarpe da running, i miei amici e qualche lettore hanno iniziato a chiedermi notizie sulle calze migliori per la corsa.

In effetti, anche le calza riveste un’importanza fondamentale per il comfort e, di conseguenza, la prestazione del runner, anche se spesso la si trascura.
Io stesso non mi ero soffermato più di tanto su questo accessorio, finché un giorno mia moglie non ha usato un paio di miei vecchi calzini di spugna resi ruvidi dai molti lavaggi, è tornata con le piaghe ai piedi e se l’è presa con me…

Oggi sono molte le aziende che propongono calze specifiche per il running (così come per altri sport), ma sono del parere che, con qualche accortezza, si possano fare corse soddisfacenti anche con calze più comuni.

Ho pensato, allora, di creare una piccola guida alla scelta, per riunire le informazioni più importanti e capire cos’abbiano di speciale le calze apposite.

 

Attenzione: se preferite, potete scaricare la guida in formato audio .mp3: è comodo se non si ha molto tempo per stare al computer (sono più di duemila parole; il file audio dura circa 15 minuti).
Chi è già iscritto alla newsletter, invece, l’ha ricevuta automaticamente.

Clicca qui per scaricare la guida alla scelta delle calze da running in formato .mp3

(Non temete: non è la mia voce ;))

Clicca di seguito per leggerla

(more…)

Puma Faas 600 e Puma Faas 600 S

Puma vanta di offrire scarpe da running per tutte le esigenze nella sempre più completa gamma Faas.

Il modello Faas 600 è la scarpa per runner che cercano maggiore ammortizzazione rispetto al modello ultraleggero “300″, ed è proposto sia con assetto neutro (Faas 600) che stabilizzante (Faas 600 S), cioè dotato di sostegno antipronazione.

Questa scarpa da corsa si colloca a metà nella scala di ammortizzazione Puma e si propone, perciò, come via di mezzo fra la calzatura da gara e quella più ammortizzata per corse lunghe; è una scarpa adatta al running quotidiano, cioè a quell’attività non particolarmente impegnativa, che può permettersi qualche concessione all’ammortizzazione, in favore di una maggiore leggerezza.

Sono scarpe che possono andare bene anche per gare lunghe, come la maratona, quando il chilometraggio elevato fa sì che si debba rinunciare a un po’ di leggerezza in favore di un maggiore assorbimento degli urti.

La versione neutra presenta un dislivello fra tacco e punta di 12 millimetri, mentre il drop della versione stabilizzante è di mm 8.

Entrambi i modelli sono disponibili sia in versione da uomo che da donna.
La particolarità dei modelli da donna Puma è di presentare non tanto e non solo una gamma di colori più femminili, quanto una struttura leggermente diversa, pensata per una diversa anatomia del piede: più spazio per gli alluci, forma più svasata e tacco più stretto.

Le caratteristiche evidenziate dalla casa madre sono:

Scanalature più profonde sull’avampiede – per rendere la scarpa più flessibile
Soletta intermedia in FaasFoam – FaasFoam è la schiuma brevettata da Puma per migliorare le caratteristiche di leggerezza, flessibilità e resistenza.
Suola incassata con “tecnologia Faas”, che offre intrinseca stabilità senza bisogno di ulteriori supporti.
Sistema di allacciatura “everfit”, per bloccare il piede senza impedirne la torsione naturale.

Come tutte le scarpe della gamma Faas, anche le 600 vantano una struttura essenziale, che riduce al minimo indispensabile la “zavorra” al piede del runner.

Scarpe-running-Puma-Faas-600

Riassunto

Casa di produzione: Puma
Modello: Faas 600 e Faas 600 S (stabili)
Fondo ideale: strada
Ammortizzazione: media
Categoria: A2
Correzione pronazione: solo nel modello S
Correzione supinazione: no
Dislivello tacco/punta: 12 mm il modello neutro; 8mm il modello “S” (stabile)
Peso: < 300 gr
Tomaia: AirMesh
Soletta: OrthoLite (traspirante, antibatterica)
Intersuola: FaasFoam
Suola: flessibile, grazie a scanalature profonde, incassata con “tecnologia Faas”.
Tipi disponibili: uomo, donna
Prezzo: medio (entro € 100/120,00)

Consigliata: ad atleti leggeri, corse brevi, allenamenti non troppo intensivi, gare lunghe (maratone)

 

 

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