ON Running Cloudsurfer

Continua la mia indagine sulla marca svizzera di scarpe da running ON.

Dopo l’entry level Cloudster, oggi mi voglio occupare di un modello un po’ più specializzato: le ON Running Cloudsurfer

ON ha sviluppato il modello Cloudsurfer per offrire ai runner migliori performance, permettendo loro di tenere più a lungo velocità più elevate.

Fra la scarpa e la suola è inserita la “speedboard”, un supporto leggero che conferisce maggior struttura alla calzatura rendendola più reattiva, grazie a:

  • Strato 1: linee di guida longitudinali che favoriscono la flessibilità della scarpa e sostengono nella rullata
  • Strato 2: linee di guida diagonali su tallone e mesopiede che accompagnano nella torsione senza limitare il movimento
  • Strato 3: linee di guida orizzontali che sostengono la naturale andatura “a spirale” del piede, che appoggia sull’esterno e stacca sulla punta

 

L’ammortizzazione, sempre elevata e paragonabile a quella delle scarpe da running di categoria A3, è garantita dalla suola con tecnologia CloudTec®

 

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ON Running Cloudster

Le avevo viste ai piedi di qualche runner in occasione di un paio di mezzemaratone cui ho partecipato, ero rimasto incuriosito, ma non mi ero permesso di domandare lumi, per non fare la figura dello psicopatico, maniaco delle scarpe.

Ho indagato un po’ e ho scoperto che quelle strane scarpe da running con la suola a forma di vaschetta per il ghiaccio erano le ON Running Cloudster.

ON è una marca svizzera nata nel 2010 e specializzata in scarpe da corsa della serie “Cloud”, cioè dotate di una speciale suola progettata per offrire ammortizzazione all’impatto e reattività nello scatto.
Ovviamente questo risultato è il sogno di ogni corridore e – altrettanto ovviamente – è l’obiettivo di ogni produttore che voglia affermarsi sul mercato del running.

L’approccio di ON, però, è diverso: le massime ammortizzazione e reattività, qui, non sono ottenute tanto, o non solo, attraverso la mescola, quanto soprattutto per mezzo della struttura della suola, che forma delle camere d’aria aperte fra la scarpa e il battistrada, che fanno somigliare il profilo della scarpa a una vaschetta per il ghiaccio (o al cassetto delle cravatte, alla valigetta dei bulloni, a una libreria Ikea… ci siamo capiti, insomma!).

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Brooks Adrenaline GTS 15

Brooks Adrenaline GTS 15 Per i runner, l’inverno è una stagione difficile indipendentemente dalle temperature, perché le poche ore di luce, in molti casi, limitano le possibilità di uscire. Consoliamoci: anche se non sembra, già dal 21 del mese le giornate inizieranno nuovamente ad “allungarsi” pian pianino. Fino alla primavera, però, il buio che incombe può impedire uscite serali nei boschi e nei parchi più grandi. Personalmente mi piace molto correre anche nel buio (anche perché ho un’ottima frontale ;-) ), ma chi vive nelle grandi città, in questo periodo dell’anno, spesso deve preferire il running urbano, reso dall’illuminazione pubblica più sicuro dell’off-road.

arrivate sul mercato all’inizio di novembre. Le Brooks Adrenaline GTS 15 sono l’evoluzione di un modello da asfalto di categoria A4 che vanta diversi anni di produzione e, si suppone, di apprezzamento, infatti sono ancora il modello Brooks più venduto. Rispetto ai modelli precedenti, l’azienda si è concentrata sul fornire maggiore stabilità al runner moderatamente pronatore, per le quali queste scarpe sono progettate, e a rendere la rullata più fluida e confortevole, grazie all’intersuola DNA su tutta la lunghezza della scarpa. Continue reading

Le 7 migliori scarpe da running del 2014

Migliori-scarpe-running-2014

Un nuovo anno è iniziato, e desidero per prima cosa augurare a tutti voi, lettori di “Le migliori scarpe da running”, che sia un anno felice e pieno di soddisfazioni, anche sportive.

È tempo, ora, di bilanci, e di vedere insieme quali sono state le scarpe da running preferite da voi lettori nel 2014 (in ordine inverso).

 

Migliori-Scarpe-Runnin-2014-Adidas-Supernova-Glide-BoostAl settimo posto troviamo le Adidas Glide Boost, un modello popolare per la corsa quotidiana, che ha conosciuto diverse edizioni e che ora è stato rinnovato – come diversi altri modelli Adidas - grazie all’aggiunta della tecnologia Boost, ossia la suola a microcelle indipendenti (e l’aspetto del polistirolo), studiata per potenziare la corsa.
Ho pubblicato un post su queste scarpe il 23 luglio

 

Migliori-scarpe-running-2014-Altra-ParadigmIl sesto modello in classifica è stato recensito da poco e già “ha fatto le scarpe” (ok, è una battuta orribile, perdonatemi) a calzature di marchi più popolari.
Mi riferisco alle Altra Paradigm, un fortunato “ibrido” tra la categoria A0 e la A3, ovvero tra la voglia di natural running e la necessità di un appoggio protetto, o di una maggiore ammortizzazione per godersi il drop zero anche nelle maratone.
L’articolo completo era stato pubblicato il 12 novembre e lo trovate cliccando qui.

 

Migliori-scarpe-running-2014-Newton-AhaAl quinto posto un’altra scarpa per il natural running, nuovamente di una marca non popolarissima, ma che evidentemente sta suscitando crescente interesse: Newton A-ha. Questo è il modello per principianti, ovvero una scarpa “di transizione” pensata per chi non ha mai provato prima il natural running e ha l’esigenza di abituarsi gradatamente all’assetto che questo tipo di corsa richiede.
Ne parlavo nel post del 29 ottobre.

 

Migliori-scarpe-running-2014-Puma-Faas-1000Appena sotto il podio, invece, troviamo un marchio notissimo, della cui ampia gamma di scarpe per tutti i tipi di corsa mi sono spesso occupato: Puma, con le sue Faas 1000, ovvero il modello più ammortizzato e protettivo, eppure leggero e reattivo.
Ho dedicato ad esse un post il 18 settembre, anche grazie alla testimonianza di prima mano di mia moglie, che le ha scelte quando ha dovuto mandare in pensione il suo modello antidiluviano di Asics Nimbus.

 

Le TRE migliori scarpe da running del 2014

 

 

Migliori-scarpe-running-2014-Pearl-Izumi-M3La medaglia di bronzo va ancora una volta a una marca di non facilissima reperibilità, che però propone una gamma di scarpe da corsa molto ampia e modulata sulle più diverse esigenze: Pearl Izumi, con le Project E:Motion Road M3, ossia il modello ad elevata ammortizzazione per corsa su strada che fornisce anche un moderato sostegno antipronazione, progettata per runner con arco plantare medio.
In questo caso, immagino che il successo del post, pubblicato il 16 aprile, sia dovuto anche al fatto che contiene la tabella di comparazione dei modelli Pearl Izumi.

 

Migliori-scarpe-running-2014-Salomon-X-Ultra

Sul secondo gradino del podio, invece, si piazza a una scarpa da trail, pertanto adatta anche all’orienteering: le Salomon X Ultra GTX.
Grazie al loro colletto basso, lasciano al piede la medesima libertà di movimento delle normali scarpe da corsa, ma la struttura rinforzata, la suola in Contagrip™ e la tomaia in GoreTex™ le rendono ideali per la corsa off-road.
Ne parlavo, con malcelato entusiasmo, il 30 maggio.

 

Migliori-scarpe-running-2014-Asics-Nimbus-16

Al primo posto non potevano che esserci loro. Più che una scarpa da running, una religione: le Asics Nimbus 16.
È stato il mio ultimo post del 2014 (16 novembre) ed è stato anche il più visitato. Mi sono dato due possibili spiegazioni: nonostante il crescente interesse verso il natural running, non è ancora questo lo stile di corsa più popolare, e i modelli più cercati sono quelli a massima ammortizzazione, all’interno dei quali le Nimbus sono uno dei più popolari; oppure ci sono sempre più persone che iniziano a correre, e per farlo scelgono un modello sicuro e protettivo.

 

Ora, godiamoci gli ultimi giorni di feste e stravizi: presto ci rimetteremo in riga e ricominceremo a correre e a consumare le nostre scarpe

Asics Nimbus 16

 

Dici A3 (parlando di scarpe da running, non di formati di fogli!) e dici Asics Nimbus.

Il top di gamma di genere della Asics è la scarpa da corsa a massima ammortizzazione per antonomasia,  l’asticella che la concorrenza deve superare, il traguardo di tecnologie e reputazione cui le altre marche di scarpe da running mirano.

per il modello che vanta di dare la sensazione di correre sulle nuvole.

Rispetto ai modelli precedenti, la Nimbus 16 offre una migliore calzabilità, poiché la tomaia FluidFit è realizzata in un mesh estensibile in entrambe le direzioni; più leggerezza, grazie al Trusstic System, un inserto nella suola che permette di farla più leggera pur mantenendola stabile; più ammortizzazione anche nell’avampiede, grazie alla mescola Durasponge nella suola; più igiene e comfort, grazie alla soletta Comfordry; maggiore durata, grazie alla AHAR (Asics High Abration Rubber) collocata nei punti soggetti a maggior consumo.

Come sempre, la Nimbus è il modello ammortizzato e neutro, adatta, pertanto, non solo a corridori con assetto neutro, ma anche a coloro che usano plantari su misura, poiché non ne muta l’assetto.

 

caratteristiche delle Asics Nimbus

  • Massimo comfort, grazie a maggiori ammortizzazione e leggerezza, e agli occhielli indipendenti, che permettono di regolare meglio l’allacciatura.
  • Maggiori elasticità e reattività, grazie all’intersuola in SpEVA.
  • Maggiore flessibilità, anche nella zona dell’avampiede, grazie al nuovo design della suola.
  • Corsa più efficiente, grazie alla Guidance Line® su tutta la lunghezza della suola.
  • Mesh estensibile in due direzioni, per un ulteriore comfort nella calzata.
  • Ingegneria I.G.S. (Impact Guidance System), che accompagna e sostiene il piede in tutte le fasi della rullata.
  • Trusstic System, dispositivo che permette di realizzare una suola più leggera e altrettanto stabile.
  • Più igiene, grazie alla soletta, che fornisce ulteriore ammortizzazione e traspirabilità con un trattamento antibatterico.

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Altra Paradigm

 

Dopo aver parlato della scarpa di transizione al natural running proposta da Newton, è il momento di occuparsi di un’altra scarpa drop zero ammortizzata: la Altra Paradigm.

Altra è un’azienda americana nata dell’esigenza di un atleta di correre con scarpe che minimizzassero i problemi dovuti all’eccessiva sollecitazione delle articolazioni durante la corsa.
Il fondatore, infatti, anche sulla base di alcuni studi scientifici, riteneva che una scarpa con un tallone troppo alto e pesante non risolvesse, anzi acuisse, l’insorgere di dolori e infortuni.

Provò, allora, in modo molto rudimentale, ad abbassare il drop delle sue scarpe, traendone grande beneficio, e in capo a un paio di anni, avendo raggiunto la collaborazione dell’industria della scarpe da running, ha iniziato a produrre le prime scarpe drop zero ammortizzate: non scarpe semplicemente minimaliste, ma scarpe protettive e ammortizzate che rispettassero, però, l’assetto del natural running.

Il modello Paradigm è quello che, all’interno della gamma Altra, offre la massima ammortizzazione, pur restando una scarpa leggera (il modello da uomo pesa in media 9 once, cioè circa 255 grammi), ed è, quindi, proposto per allenamenti e corse lunghe, addirittura per maratone e ultratrail.

 

caratteristiche delle Altra Paradigm

 

  • Massima ammortizzazione e grande leggerezza allo stesso tempo.
  • Moderato sostegno antipronazione grazie alla struttura avvolgente di suola e intersuola.
  • Plateau a drop zero e avampiede strutturato per mantenere un assetto del piede naturale.
  • Suola flessibile e progettata per permettere al piede di piegarsi agevolmente, riducendo la sollecitazione di ossa e tendini.
  • Adatta anche a corse lunghe, anche off-road.

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Newton Aha

Aha” è, secondo Newton, l’esclamazione di chi prova per la prima volta queste scarpe da running.

Come sapete (perché lo avete letto nell’altro post su scarpe di questa marca, le Gravity, pubblicato circa un anno fa), la Newton è un’azienda pioniera del natural running, che produce calzature pensate per uno stile di corsa che appoggia primariamente sulla parte centrale della pianta del piede, anziché compiere la cosiddetta “rullata” tacco-punta, con appoggio sul tallone.

per passare dalla corsa tradizionale al natural running.

Presentano, infatti, un plateau soffice e un’intersuola ammortizzata in schiuma, per assicurare anche ai principianti un impatto meno traumatico.
Newton classifica le suole dei proprio modelli in tre categorie; le Aha montano una suola “P.O.P 3″, ossia quella modellata con una forma e realizzata con materiali tali che rendono l’esperienza della corsa più simile a quella tradizionale, pur guidando all’approccio natural.

Anche il drop (cioè il dislivello fra altezza del tacco e altezza della punta della scarpa) è più vicino a quella di una scarpa da running tradizionale: 6 millimetri, contro i 4 – o meno – delle altre scarpe di categoria A0 (si pensi, infatti, che ormai anche le aziende produttrici di calzature per la corsa tradizionale propongono diversi modelli con drop 4, come, ad esempio, Saucony con le sue Xodus).

La sensazione della corsa a piedi nudi e minimalista è garantita dalla leggerezza della scarpa, che viene anche proposta come calzatura “da riposo” o da allenamento lungo per chi già pratica il natural running con modelli “più estremi”.

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Inov-8 Tri-X-Xtreme 225

Inov-8 è una marca di scarpe da running molto popolare fra gli orientisti perché l’azienda produce numerosi modelli da trail running, caratterizzati da una suola solitamente molto scanalata e una tomaia generalmente essenziale e leggera, caratteristiche molto apprezzate in gara.

Oggi, invece, voglio andare alla scoperta di un altro tipo di scarpe.

Le Inov-8 Tri-X-Xtreme 225 sono l’evoluzione dell’omonimo modello 275, ove il numero, in entrambi i casi, corrisponde al peso in grammi della misura inglese 8 (43 italiano), perciò quest’ultima versione pesa ben un etto in meno al paio.

In quanto scarpa da triathlon, presenta una serie di peculiarità importanti per questa disciplina: si calza e si toglie rapidamente grazie a un’apertura larga, attraverso la quale il piede passa facilmente, e ad un sistema di chiusura che evita l’allacciamento, aiutando a ridurre il cosiddetto “tempo di transizione”, ovvero i preziosi istanti “persi” in zona cambio.

La mescola della suola è studiata per conservare aderenza anche se bagnata, mentre il mesh ultraleggero della tomaia si asciuga in fretta. Anche l’intersuola contribuisce a riportare presto il piede all’asciutto, grazie a un sistema drenante che assicura una veloce asciugatura – e il contestuale alleggerimento – della scarpa.

 

caratteristiche delle Inov8 Tri-X Xtreme 225

  • Ulteriore leggerezza rispetto al precedente modello da triathlon.
  • Ottima aderenza sul bagnato, grazie alla suola in mescola “Tri-X-Xtreme”.
  • Apertura al collo del piede ampia e sistema di chiusura senza allacciatura, per ridurre il tempo di transizione in gara.
  • Tomaia in mesh ultraleggero, a rapida asciugatura.
  • Assetto naturale, piede vicino al suolo e ampio spazio per le dita.
  • Ampia gamma di misure, inclusi i mezzi numeri

 

 

Scarpe da running Inov8 Tri-X-Xtreme 225: riassunto

Casa di produzione: Inov-8
Modello: Tri-X-Xtreme
Fondo ideale: strada
Ammortizzazione: pressoché nessuna
Sostegno pronazione: no
Sostegno supinazione: no
Peso: 225 gr. la misura 43
Categoria: Triathlon (A1)
Drop (dislivello tacco-punta): 4mm
Tomaia: mesh ultraleggero, che si asciuga rapidamente
Intersuola: EVA sagomato
Suola: mescola speciale Tri-X-Treme, studiata per conservare aderenza sul bagnato
Tipi disponibili:unisex (nera, con dettagli gialli e bianchi), disponibile nelle misure dal 37 al 47
Prezzo: elevato (circa 150,00 euro)

Consigliate: per gare di triathlon, a corridori esperti, con assetto neutro e arti robusti.

 

 

Puma Faas 1000

A circa un anno di distanza dall’esordio di questo blog con il post sulle Puma Faas 300R, torno a parlare di questa ricca famiglia di scarpe da running, concentrandomi sulla versione A3, “massima ammortizzazione”: la Puma Faas 1000 (tutto quello che c’è da sapere sulle categorie delle scarpe è in questo post).

Dopo le 300 e le 600, il modello 1000 completa la proposta Puma di scarpe da corsa, con un modello neutro pensato per l’allenamento quotidiano, che aggiunge alle caratteristiche di leggerezza e comfort della gamma la protezione di un’ammortizzazione molto elevata.
Alla vista, questa scarpa ha un profilo diverso dalle solite scarpe da running: la suola sembra più alta e nel complesso la calzatura – complice anche un design “ascendente” – sembra più stretta, quasi uno scarponcino.
Indosso, invece, aderisce perfettamente al piede e si rivela insospettabilmente leggera, per la sua categoria, non raggiungendo i 300 grammi (nel 41 da uomo).

L’intersuola è in  FAAS Foam+, una speciale mescola di schiuma e gomma che, oltre che ammortizzante, si rivela anche reattiva.
Anche la suola offre leggerezza e ammortizzazione, poiché è realizzata in gomma soffiata e presenta profonde scanalature, grazie alle quali la scarpa asseconda i movimenti del piede.
La sicurezza e il comfort della corsa, invece, sono garantiti da un supporto di allacciatura in gomma, che assicura una calzata stabile, ma non costrittiva. Il sistema dei lacci è tradizionale.

 

L’opinione del runner

Su queste scarpe da running ho una testimonianza di prima mano: le ha comprate mia moglie.

In generale è molto soddisfatta (colori a parte): anche se il peso è inferiore di soli due grammi rispetto alle scarpe che aveva prima, la sensazione è quella di una calzatura molto più leggera, perché aderisce meglio al piede.
Sebbene, al termine della corsa, l’umidità del piede non si riveli maggiore del solito, però, al momento mia moglie lamenta che queste Puma Faas 1000 sono scarpe un po’ troppo calde e che le “vanno a fuoco i piedi” quando corre… ma è pur vero che mia moglie, quando corre, si lamenta per qualsiasi cosa (e, forse, non solo quando corre), ho sempre pensato che sia a lei che ci si riferisce quando si parla di “runner pesante” ;-p
Per completezza di informazione: queste scarpe hanno sostituito le sue adorate Asics Nimbus, di cui portava ancora il modello 13.

 

Scarpe da running Puma Faas 1000: riassunto

Casa di produzione: Puma
Modello: Faas 1000
Fondo ideale: Strada
Ammortizzazione: elevata
Sostegno pronazione: no
Sostegno supinazione: no
Peso: ca. 290 gr
Categoria: A3
Drop (dislivello tacco-punta):
Tomaia: Air-mesh e mono mesh
Intersuola: FAAS Foam+, miscela di schiuma e gomma ammortizzante e leggera
Suola: mescola di gomma soffiata EverRide+, leggera, ammortizzante e resistente alle abrasioni
Tipi disponibili: uomo (turchese con dettagli corallo e giallo fluonero con dettagli salmone e verde acqua); donna (verde acqua con dettagli salmone e ghiaccio, viola con dettagli fuchsia e giallo fluo, amaranto con dettagli rossi: le più belle, secondo mia moglie, che non le ha trovate del suo numero)
Prezzo: medio-basso (entro i 120,00 euro o al di sotto degli 80,00 euro, a seconda del colore)

Consigliate a: corridori pesanti, per corse lunghe e lente e per l’allenamento quotidiano

 

 

Adidas Duramo 6

Ricominciamo a parlare di singoli modelli scarpe da running dopo la panoramica sulle categorie, e ricominciamo da dove eravamo rimasti e da dove non siamo mai stati: marca Adidas, categoria A6 (jogging!): le Duramo 6.

La marca delle tre strisce sta via via aggiornando i propri modelli con l’ormai famosa tecnologia “Boost” (le cellette a nido d’ape dall’aspetto del polistirolo e la reattività degli stivali a molla di Paperinik, a detta di chi le ha provate), ma non il modello Duramo, che si è portato l‘intersuona in ADIPRENE®+ anche nella sesta edizione.

Questo perché si tratta di una scarpa da jogging, cioè: non propriamente da running.
È dotata delle tecnologie essenziali per svolgere una moderata attività di corsa, ma non è sufficientemente tecnica per essere indossata da chi pratica l’attività con costanza.
È comunque ammortizzata su tutta la lunghezza e ha la tomaia in mesh ultraleggero, così chi fa i primi chilometri è abbastanza protetto, senza affaticarsi più del necessario.

Sono scarpe essenziali e pertanto economiche, pensate per dare a chi comincia a correre una calzatura abbastanza idonea, senza richiedere un investimento eccessivo… insomma, è

A mio parere – specie se si è corridori pesanti (che non significa affatto “sovrappeso”, poiché un runner pesante è già quello che supera i 65 chili) e senza esperienza – è meglio iniziare subito con una scarpa ammortizzante, di categoria A3.
La corsa lenta, il passo strascicato, l’appoggio “a tonfo” e poco controllato che chi inizia a correre tende spesso ad avere, infatti, possono causare fastidiosi acciacchi, se non proprio infortuni, che le scarpe da running più tecniche, di categoria A3, possono scongiurare.

Nel panorama della A6 “da jogging”, comunque, la Adidas Duramo 6 offre l’indispensabile per iniziare – molto blandamente – la propria avventura nel running.

 

Scarpe da running Adidas Duramo 6: riassunto delle caratteristiche

Casa di produzione: Adidas
Modello: Duramo 6
Fondo ideale: Strada o pista
Ammortizzazione: moderata, su tutta la lunghezza
Sostegno pronazione: no
Sostegno supinazione: no
Peso: ca. 270 gr
Categoria: A6
Drop (dislivello tacco-punta): np (presumibilmente 8)
Tomaia: mesh ultraleggero
Intersuola: ADIPRENE®+ (mescola ammortizzante e reattiva) su tutta la lunghezza
Suola: gomma ADIWEAR™ resistente alle abrasioni
Tipi disponibili: uomo/unisex (azzurro e grigio, grigio e azzurro,  bianco, argento e giallo fluo), donna (corallo e nero, nero e fucsia, bianco e lime)
Prezzo: basso (intorno ai 50/60,00 euro)

Consigliate a: corridori molto saltuari e leggeri